
Con open source (in italiano sorgente aperta[1]), in informatica, si indica un software distribuito, generalmente in via gratuita, sotto i termini di una licenza open source, che ne concede lo studio, l’utilizzo, la modifica e la redistribuzione. Questo modello si pone in contrapposizione con l’idea di software proprietario che permette le sopracitate concessioni solo secondo i termini dettati dal detentore del Copyright. Vedi anche FOSS.
Tratto da Wikipedia
Definizione di software libero
La definizione di software libero chiarisce quali sono i requisiti che un certo programma deve soddisfare perché lo si possa considerare “software libero”. La definizione viene occasionalmente sottoposta a revisioni per chiarificarla o spiegare come interpretare alcune sfumature.
Le quattro libertà essenziali
Un programma è software libero se gli utenti del programma godono delle quattro libertà fondamentali:
- Libertà di eseguire il programma come si desidera, per qualsiasi scopo (libertà 0).
- Libertà di studiare come funziona il programma e di modificarlo in modo da adattarlo alle proprie necessità (libertà 1). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
- Libertà di ridistribuire copie in modo da aiutare gli altri (libertà 2).
- Libertà di migliorare il programma e distribuirne pubblicamente i miglioramenti da voi apportati (e le vostre versioni modificate in genere), in modo tale che tutta la comunità ne tragga beneficio (libertà 3). L’accesso al codice sorgente ne è un prerequisito.
Tratto da gnu.org